Io e l’ispirazione: una relazione complicata fatta di incontri, colori e pennelli

Aria, cibo (specialmente i tortellini, e il sushi), acqua, sono tutte cose essenziali alla vita. Alla mia lista io poi aggiungo le persone che amo, fondamentali, le parole, pennelli e colori, musica e una vagonata di ispirazione.

E’ da un po’ che ci rifletto. Non solo alle cose alle quali non potrei e non vorrei mai rinunciare, ma anche a tutto ciò che riempe la mia vita, che la scalda, la ribalta, la riempe di germogli sempre nuovi. I libri, i miei preziosissimi acquerelli, la mia ricca playlist di Spotify (che ora risuona anche di quelle canzoni che ballo durante le mie lezioni di danza, e capitemi, hanno un suono decisamente diverso) hanno in sè un grandissimo potere, potere che sto cercando di comprendere a pieno. Una storia, un dipinto e una canzone si possono infatti condividere, non sono mica fatti per essere tenuti nascosti, e se ci si lascia sfiorare danno anche una gran spinta.  C’è da dire che le persone in questo sono meravigliose, perché portano con sè un po’ di tutto quello di cui stiamo parlando: parole, colori, note musicali e tanta ispirazione.

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Da quando ho ripreso a dipingere l’ispirazione, in particolare, è diventata essenziale. Voler riportare su carta ciò che si vede non solo è ambizioso, ma necessita anche di un’attenzione ben precisa: bisogna osservare attentamente il proprio circondario, guardarsi intorno alla ricerca di qualcosa che catturi lo sguardo, appuntare mentalmente ciò che si vede e interpretarlo poi coi propri occhi e colori. Ho imparato, quindi, che la pittura non inizia prendendo in mano un pennello, ma trovando dentro di sè un soggetto che abbiamo visto, scoperto, conosciuto e che vogliamo trasformare in linee, forme e macchie colorate. Certo, dipingere è emozione,  sensibilità e creatività, ma è anche un lasciarsi sfiorare, un’ispirazione che arriva dalle foglie, dal vento, dalla pioggia, da un bacio, da una casualità.

Imparare a vedere è il tirocinio più lungo in tutte le arti.” — Edmond Huot de Goncourt

 

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In un certo senso, lasciarsi ispirare è anche un grande rischio perché non sa mai quello che ne verrà fuori, ma è proprio in questo che si nasconde il fascino dell’arte.

Mi capita spesso di rigirarmi un pennello tra le dita e di inumidire i miei acquerelli solo per il gusto di sentirne l’odore per poi essere colpita da qualcosa di improvviso – un suono, un’immagine, un ricordo, una nota – e ritrovarmi a dipingere senza che l’avessi programmato, perché l’arte non ha bisogno di essere annunciata, arriva senza bussare, si sbraccia, conquista la tua attenzione e non puoi fare a meno di assecondarla.

E vi dirò, alcune delle mie opere migliori, se così posso chiamarle, sono nate dal caso, da attacchi come questo. L’ispirazione infatti è battagliera, sguaina la spada senza chiedere il permesso e si prende ciò che è suo di diritto: questi colori sono miei, dice, queste dita sono strette da fili collegati alle mie mani, io ti muovo, ti dirigo, ti spingo.

Ho una relazione complicata con lei, ogni tanto c’è, poi sparisce e mi sento persa, ma poi la sento tornare rombando e vengo travolta dal suo vortice. E così ogni giorno, mese, anno, sempre daccapo, sempre un’altra volta, o due, o tre, o l’ennesima. Per quanto fugace sia però, accolgo sempre col sorriso il suo ritorno perché senza non sarei in grado di guardare il mondo come lo guardo adesso.

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6 pensieri riguardo “Io e l’ispirazione: una relazione complicata fatta di incontri, colori e pennelli

  1. Sono perfettamente d’accordo capita spesso anche a me, prendo in mano la matita o il pennello senza un’idea precisa e magari ne esce qualcosa di bello.
    Complimenti per il blog. Mi piace molto il tuo modo di scrivere.

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  2. Ciao, Erika!
    Prima di tutto: benvenuta nella blogosfera, un piccolo angolo di mondo che, come ogni altra cosa, ha i suoi pro e i suoi contro, ma che sa regalare davvero tante soddisfazioni. ❤
    Per quanto riguarda il tuo articolo, mi trovi d'accordo: anche io, se non ho la giusta ispirazione, non combino nulla! Ora c'è, però, e la sto sfruttando, ahah! Non vedo l'ora di leggerti ancora. 🙂

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  3. Io vivrei solo di tortellini e sushi 😂
    Non so davvero che dire, mi hai colpita ed emozionata. Mi sono ritrovata in ogni parola ed ogni sensazione che tu dici di provare. L’arte si crea dall’osservazione: ognuno ha un filtro con il quale vede la vita, per me osservare le cose circostanti, notare i dettagli, cogliere ogni particolare ed imprimerlo nella carta è il miglior modo per sfogare le mie emozioni e mostrare il filtro che applico alla realtá. In ogni caso dipingi benissimo 😍

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