Procrastinazione seriale: parliamo di serie tv

Television addiction is a proposed addiction model associated with maladaptive or compulsive behavior associated with watching television programming. (da Wikipedia)

Che tradotto vuol dire: se ti fai l’abbonamento a Netflix sei fottuto. 

Parliamoci chiaro: anche voi, come me, non solo siete grandi amanti delle serie tv, ma ne avete anche fatto uno stile di vita. Avete atteso con impazienza l’uscita dei sottotitoli aggiornando la pagina una quantità imbarazzante di volte, tenete continuamente d’occhio il vostro precisissimo calendario settimanale degli episodi da vedere o da recuperare, avete fatto una corsa ad ostacoli nel vano tentativo di evitare gli spoiler di Game of Thrones, avete scaricato sul telefono app come Tvshow Time e avete maratonato la prima stagione di Stranger Things come se fosse un unico film lungo otto ore. Se così non fosse mi dispiace dirvelo, ma non avete vissuto davvero.

Quale modo migliore di procrastinare se non guardando un episodio – o qualche, o tutti, o sei stagioni di fila, ma quando è successo poi, ma chissene frega, ma l’hanno rinnovato? – di una serie televisiva? Ecco, oggi vi parlo di quelle a cui dedico la mia procrastinazione più sincera.

Suonate le trombe, sventolate gli stendardi e nascondete i vostri server,  ecco a voi le serie tv che sto seguendo al momento.

  • Dancing with the stars

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Inizio col dire che non è colpa mia, io non volevo, è stata tutta opera di Alessia, mi hanno ingannata! Ormai però è troppo tardi, sono entrata nel tunnel di Dancing e ormai non ne esco più. Sono sempre stata una grandissima amante della danza, ma mai pensavo che mi sarei appassionata al ballo da sala. Se poi ci aggiungiamo le celebrità (soprattutto Frankie Muniz. Malcom in the Middle, QUEL Malcom, andiamo) e i fratelli Chmerkovskiy allora abbiamo l’accoppiata perfetta. Dancing with the Stars è il mio guilty pleasure, però senza guilty e con fin troppo pleasure. Questa stagione mi sta appassionando tantissimo e non vedo l’ora che escano i prossimi episodi.

Punti bonus: poterne parlare (forse sarebbe più corretto dire sclerare, but who cares?) con una delle persone che amo di più al mondo. Insomma, un bel bonus direi. Le cose sono ancora più belle se condivise dopotutto.

  • This Is Us

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Preparate fazzoletti, zattera e remi perché questa è una serie che vi farà piangere tutte le vostre lacrime. Io l’ho infatti soprannominata “la valle dei piantini” perché ogni episodio è una tragedia, ma in senso buono. Che poi è vero, okay, lo ammetto, piango un po’ per tutto (sono una persona sensibile, che ci posso fare?) però le lacrime che verso per This Is Us sono meritatissime, dalla prima all’ultima. E’ tutto meraviglioso – i personaggi, la storia, il copione, la recitazione – e non lo dico tanto per dire, giuro. 

Punti bonus: Milo Ventimiglia.

  • Once Upon A Time

thisisus_hero Caro ONCE,

sono una persona fedele, non ti ho mai abbandonato, ma mi hai deluso. In questi sei anni non solo non ti sei mai impegnato particolarmente, ma mi hai anche preso in giro con i tuoi buchi di trama, i personaggi che un attimo sembrano importanti ma che poi spariscono nel nulla e le maledizioni lanciate come coriandoli. Però io continuo a sperare in tuo miglioramento e nel frattempo mi godo il trash che sei diventato.

Punti bonus: Hook è sempre più bello.

  • How to Get Away With Murder

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Non ci sto più capendo niente, non sopporto più nessuno ma voglio assolutamente sapere come va a finire. (io, dopo ogni episodio)

Non importa cosa mi propina e propinerà Shonda Rhimes in questo inferno di telefilm, io continuerò a seguirlo. Sono infatti ancora sorprendentemente affezzionata ad Annalise Keating e ai suoi cuccioli nonostante tutti i tiri mancini. E’ una serie tv che è riuscita sempre a stupirmi e dove tutti i pezzi alla fine riescono sempre a combaciare perfettamente, quindi tanto di cappello e speriamo in un bel finale col botto.

Punti bonus: Women kicking asses.

  • The Good Place

thisisus_heroCongratulazioni, sei morto! Ti diamo il benvenuto nel “Good Place“, il luogo dove passerai l’eternità insieme alla tua anima gemella mangiando tutti gli yogurt gelato che vorrai. Peccato però che ci sia stato un errore, ma lo sai solo tu.

Questo è l’inizio della vita dopo la morte di Eleanor Shellstrop (Kristen Bell), la quale darà il via a una serie di bizzare vicende ai limiti dell’assurdo che riempono gli esilaranti episodi da venti minuti l’uno di The Good Place. Una serie tv forse un po’ banalotta, ma indubbiamente appassionante e che mi diverte un sacco. Questa seconda stagione è un po’ debole rispetto alla precedente, ma si guarda comunque più che volentieri.

Punti bonus: Kristen Bell.

  • The Shannara Chronicles e Riverdale

 

Apparentemente queste due serie non hanno niente in comune, eppure condividono la stessa quantità imbarazzante di trash, a vagonate proprio. Non fraintendetemi, io amo del buon e sano trash, penso infatti che non faccia bene prendersi sempre troppo sul serio, ma questi due telefilm ogni tanto raggiungono dei livelli assurdi dei quali mi stupisco pure io. Ciò nonostante, continuo a seguirli con grandissimo piacere anche se per il momento stanno proseguendo con grande lentezza.

Punti bonus: Cole Sprouse è cresciuto ed è figo.

  • Dirk Gently’s Holistic Detective Agency

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Probabilmente uno dei miei prodotti televisi preferiti degli ultimi anni, nonostante uno dei protagonisti sia Frodo Baggins (e io non sopporto Frodo Baggins). Un caleidoscopio di bizzarria, tra personaggi, vicende e coincidenze ai limiti del ridicolo che però combaciano perfettamente in un puzzle divertente e avvicente. Ogni puntata mi innamoro sempre di più della personalità spumeggiante di Dirk Gently e mi appassiono alla sua storia, una storia strana ma nel senso più positivo che ci sia.

Punti bonus: l’accento britannico di Dirk.

 

E a voi quali serie tv creano dipendenza?

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Introducing me: chi si nasconde dietro Diary of a bibliophile?

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E’ altamente probabile che molti di voi siano arrivati dritti dal mio canale Youtube, ma mi sembra comunque doveroso presentarmi anche solo per avere una scusa in più per sgranchire un po’ non solo le dita, ma anche la mente. Sono infatti passati anni, forse dieci, forse di più, dall’ultima volta in cui ho scritto qualcosa che non fosse un tema, un saggio o una tesi di laurea e temo quindi che la mia prosa, lessico e uso della punteggiatura siano un po’ arruginiti. Perdonatemi quindi se il mio discorso scricchiolerà un po’, ma sono ormai abituata a cianciare a vanvera su Youtube dove i miei balbettii non sono di intralcio, bensì assurdamente spassosi, ma so perfettamente di non potermeli permettere su carta.

Detto ciò, benvenuti! Vi accolgo calorosamente sul mio blog. E’ piccolo e bruttino (fondamentalmente perché non ho idea di cosa sia un codice hotmail, si mangia?), ma è un luogo che forse potrà permettermi di dedicarmi di più alle mie passioni, anche quelle che si allontanano un po’ dall’ambito letterario. Certo, sul canale mi è capitato di parlare di altri argomenti – film, serie tv, pittura e altre cose gioiose – ma mai di poterli approfondire. Forse il blog mi darà questa possibilità, questo dono.

Ma ora la pianto con le premesse e andiamo dritti al punto: mi chiamo Erika (con la k, ci tengo), ho 22 anni (ma ne dimostro 16, 18 forse), mi sono laureata l’anno scorso in Lingue e Letterature Moderne e Classiche e al momento sto frequentando un corso di laurea magistrale in Lingue, Letterature e Traduzione (un’impresa all’apparenza titanica, ma forse posso farcela). Sono nata e cresciuta a Bologna, ho frequentato un liceo scientifico e direi che qua finiscono quelle noiosissime informazioni di circostanza che non interessano mai a nessuno. Ora passiamo alle cose divertenti.

Mi piacciono i libri (questo direi che non è mai stato un mistero), sono infatti un’avida divoratrice di storie, sempre stata e sempre lo sarò. La mia passione per la letteratura è più grande di me (non che ci voglia poi tanto, son ben magrolina, ma non fatevi ingannare da questa sottigliezza, quando dico “grande” intendo “immensa, gigantesca, titanica“) e questo mi ha spinto ad aprire un canale Youtube nel 2014 e chi l’avrebbe mai detto che condividere il mio grande amore per le parole mi avrebbe portato a vivere una delle esperienze più belle e arricchenti della mia intera esistenza? Io di certo no.

Però non mi piacciono mica solo i libri. Se c’è una cosa che dovete sapere di me è che ho un cuore grandissimo, c’è molto spazio da spartire e quindi anche le cose che amo sono tante. Perciò immaginatevi questo: tante cose, forse troppe, tutte aggrovigliate che palpitano, scalciano, si sbracciano per farsi vedere. Alcune le apprezzo e coltivo più di altre, ma sono contenta che ci sia tutta quella folla là dentro, mi fa sentire piena e la mia vita così ha quella marcia in più che non fa mai male. Ma quali sono, vi chiederete giustamente, le altre tue passioni? 

Vi faccio una lista, che forse ci capiamo meglio entrambi: la danza, la pittura, le lunghe passeggiate, la natura, la fotografia, il canto, i film, le serie tv, i dolci (soprattutto mangiarli, ma ogni tanto provo anche a farli), Parigi, i pinguini, raccogliere le conchiglie. Ora, vi ricordate quello scalpitio di cui vi parlavo prima? Quello dove tutte le cose che amo si azzuffano per farsi vedere? Ecco, queste sono quelle che hanno vinto questa volta, le altre probabilmente le vedrete in futuro; è uno dei motivi per cui ho deciso di aprire questo blog.

Se avete voglia di scoprire e scoprirmi e, soprattutto, se volete seguirmi in questa pazza avventura mi trovate qui, in questo piccolo ritaglio del web. Non so ancora di cosa parlerò, non so ancora quando nè come. Non so nemmeno se riuscirò a scrostare la ruggine di cui vi accennavo prima, quella che blocca un po’ le parole. Però so che voglio provare, quindi mi butto e vediamo come va.

Ci vediamo alla prossima, sperando di trovarvi al mio fianco.